Da gennaio 2016 per tutte le associazioni sportive sarà obbligatorio avere presso la propria sede un defibrillatore e il personale formato per il suo corretto utilizzo. 

Giovedì scorso 26 novembre presso il THotel di Cagliari si è tenuto il dibattito “Salvare una vita si può… entro cinque minuti - La cardio-protezione alla portata di tutti con il semplice utilizzo del defibrillatore” organizzato dal Centro Democratico Sardegna. In tale occasione si è affrontato il tema della cardio-protezione e dei vari aspetti a essa collegati: dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica alle soluzioni da applicare per recuperare le risorse necessarie all’acquisto dell’apparecchio salvavita e alla formazione del personale preposto al suo utilizzo. Ma soprattutto si è parlato di quanto la messa in vigore del Decreto Balduzzi influirà positivamente sulla riduzione delle vittime colpite da attacco cardiaco improvviso.

L’incombente adempimento richiederà l’obbligo di avere presso le società sportive un apparecchio salvavita e il personale adeguatamente formato al suo utilizzo. Avere un defibrillatore presso la propria sede significherà poter salvare un maggior numero di vite umane. Ciò che però ora è necessario affrontare prontamente è il reperimento di risorse economiche necessarie alle società sportive per adeguarsi a tale obbligo.

Noi del Comitato ci siamo mossi in tal senso con soluzioni di tipo informativo e di tipo pratico:

- campagna di comunicazione CSInnamoradiSport che oltre a diffondere la cultura della pratica sportiva e dei suoi benefici sulla salute delle persone, sensibilizzazione sull’importanza del primo soccorso e della cardioprotezione

- stipula convenzione per acquisto di defibrillatori

- stipula convenzione per la frequenza dei corsi di formazione BLSD

La stipula di convenzioni convenienti per le associazioni non risolve il problema reale legato al reperimento delle risorse finanziarie che rappresentano oggi più che mai un ulteriore aggravio sui già onerosi costi di gestione delle società sportive.

Il nostro Comitato ha anche tentato di risolvere il problema legato al reperimento di risorse cercando di trovare degli accordi specifici con diversi istituti di credito affinché si potessero studiare formule finanziarie studiate ad hoc ma al momento non si è ancora trovata una soluzione positiva.

Col Dibattito si è voluto sottolineare quanto sia importante che i defibrillatori siano quanto prima disponibili presso le società, non solo quelle agonistiche ma anche amatoriali. Questo il motivo per cui il presidente Maurizio Siddi del Comitato Provinciale di Cagliari del Centro Sportivo Italiano è stato invitato: dar voce alle difficoltà delle associazioni sportive e oratoriali.

“Aver stipulato una conveniente convenzione per l’acquisto dei defibrillatori non risolve il problema reale legato al reperimento delle risorse finanziarie che, per le associazioni sportive e gli oratori, rappresentano un ulteriore aggravio sui già onerosi costi di gestione.

Ho tentato di trovare accordi con gli istituti di credito affinché si studiassero delle formule di finanziamento ad hoc che però non hanno ancora avuto un riscontro positivo.

Ecco perché sono qui oggi: far sentire anche la nostra voce. La promozione sportiva è alla base del CSI e questa voce non deve restare inascoltata."  Queste le parole di Maurizio Siddi.

Il Dibattito “Salvare una vita si può… entro cinque minuti - La cardio-protezione alla portata di tutti con il semplice utilizzo del defibrillatore”, ha visto come ospiti, oltre al coordinatore dei lavori l’On. Roberto Desini consigliere regionale Sardegna e capogruppo Centro Democratico Sardegna, il Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna On. Gianfranco Ganau, il Presidente del Comitato Regionale Sardegna della FIGC Prof. Andrea Delpin, la Consigliera Regionale del Centro Democratico Sardegna l’On. Anna Maria Busia, il Responsabile Italia EMD118 Dott. Simone Madiai, il Dott. Luigi Cadeddu membro del Comitato Scientifico della Società Nazionale Salvamento, Simona Buono Responsabile Sardegna EMD118.

Il Dibattito ha tracciato sentieri possibili da seguire e la nostra speranza è quella che diventino le strade da seguire verso una sinergia efficace e positiva per tutti.

Salvare una vita non deve essere sentito solo un obbligo ma un dovere da assolvere per il bene di tutta la collettività, non solo del mondo sportivo.

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